ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI EQUO E SOLIDALI

Moda etica e sostenibilità: cosa cambia con la nuova normativa europea

Nuove regole per comunicare la sostenibilità dei prodotti, maggiori garanzie per i consumatori. Vi raccontiamo cosa cambia e come altraQualità ha affrontato questo passaggio.

Dal 27 settembre 2026 è entrato in vigore in Italia il Decreto Legislativo 30/2026, che recepisce la Direttiva Europea 2024/825, conosciuta come Empowering Consumers for the Green Transition (EmpCo).

La nuova normativa introduce regole più rigorose per le dichiarazioni di sostenibilità ambientale e sociale utilizzate dalle aziende nella comunicazione e nella presentazione dei propri prodotti. L’obiettivo è contrastare il greenwashing, rendere le informazioni più trasparenti e permettere ai consumatori di compiere scelte d’acquisto realmente consapevoli.

In particolare, le dichiarazioni relative alla sostenibilità devono essere supportate da elementi verificabili e, nei casi previsti, da sistemi di certificazione affidabili e indipendenti. Un cambiamento importante, che coinvolge anche le organizzazioni che da anni lavorano nel commercio equo e solidale.

Il percorso di altraQualità e TRAME verso la nuova certificazione

Dal 2003 altraQualità aderisce al Registro Italiano delle Organizzazioni di commercio equo e solidale ed è monitorata da Equo Garantito, l’Assemblea Italiana del Commercio Equo e Solidale.

Fino a poco tempo fa, questo sistema rappresentava uno strumento di garanzia basato sul monitoraggio delle organizzazioni aderenti da parte di Equo Garantito, di cui le stesse organizzazioni sono socie. Non si trattava quindi di una certificazione rilasciata da un ente terzo indipendente, secondo i requisiti introdotti dalla nuova normativa.

Per affrontare questo cambiamento, dalla metà del 2025 altraQualità ha partecipato, insieme a Equo Garantito, a un percorso di approfondimento e adeguamento che ha portato alla definizione di un nuovo sistema di certificazione di parte terza.

Il nuovo sistema, operativo da luglio 2026, prevede il coinvolgimento di CSQA, ente di certificazione indipendente e accreditato. altraQualità ha già aderito al nuovo percorso e sostenuto il primo audit di certificazione. Il rilascio del nuovo certificato è previsto entro la fine del 2026.

Perché alcuni riferimenti sono temporaneamente scomparsi dalle etichette?

Al momento dell’ordine delle collezioni TRAME Autunno-Inverno 2026 e Primavera-Estate 2027, infatti, non era ancora possibile sapere se il percorso di certificazione sarebbe stato concluso entro l’arrivo dei prodotti. Per questo motivo sono stati temporaneamente rimossi dai materiali di comunicazione e dalle etichette alcuni riferimenti alla sostenibilità e il logo di Equo Garantito.

Sono invece rimasti presenti, sui prodotti interessati, i loghi Fairtrade e GOTS: si tratta infatti di certificazioni di parte terza già conformi ai requisiti della nuova normativa.

Una volta completato il percorso, altraQualità provvederà ad aggiornare i propri materiali di comunicazione, ripristinando i riferimenti e il logo Equo Garantito.

Cosa cambia davvero? L’impegno resta lo stesso

È importante chiarire un punto: questo passaggio riguarda il sistema di certificazione e le modalità con cui la sostenibilità può essere comunicata, non il lavoro svolto da altraQualità né le relazioni con i produttori.

Le filiere non sono cambiate, così come non sono cambiati i criteri che guidano la selezione dei prodotti e la collaborazione con i partner del commercio equo e solidale.

Dal 2003 altraQualità lavora per promuovere un modello di commercio fondato su relazioni trasparenti, rispetto dei diritti delle persone e attenzione all’ambiente. Un impegno che continua ogni giorno, insieme ai produttori e alle organizzazioni con cui collabora.

La nuova certificazione rappresenta quindi un passaggio importante: uno strumento in più per rendere verificabile e riconoscibile un lavoro che va avanti da oltre vent’anni.